Installation view, Paesaggio Interrotto 2017, Nordisk Kunstnarsenter, Dale I Sunnfjord (NO)
Installation view, Paesaggio Interrotto 2017, Nordisk Kunstnarsenter, Dale I Sunnfjord (NO)
Paesaggio Interrotto 2017, graphite and charcoal on paper mounted on wooden board, 150 x 260 cm, Nordisk Kunstnarsenter, Dale I Sunnfjord (NO)
Paesaggio Interrotto 2017, graphite and charcoal on paper mounted on wooden board, 150 x 260 cm, Nordisk Kunstnarsenter, Dale I Sunnfjord (NO)

 

Sulla parete opposta a quella dei pannelli vegetali di “Mental Forms” ho esposto un'opera su carta di grandi dimensioni montata su legno. Includendo nelle mie dinamiche creative il senso di spaesamento generato dalla visione del paesaggio norvegese, ho voluto comporre un ampio scenario naturale che non fosse semplicemente descrittivo, ma che generasse una sottile interferenza nell'ordinaria rappresentazione del genere paesaggistico. Ho delineato così un paesaggio agito da forze che lo interrompono. Un buco nero, un lago, o semplicemente un baricentro intorno al quale ruota l’intera composizione, catalizza verso se’ geometrie solide e piane, in concorso con lo sguardo dello spettatore. Coerentemente alla serie di “Mental Forms”, anche qui l’ente geometrico è simbolo del dato mentale ed introspettivo che collide con la Natura fenomenica nella quale non riesce a trovare coerentemente posto. Questo grande paesaggio resta dunque volontariamente incompiuto e si configura come traccia dell’inconciliabilità tra natura incontaminata e presenza antropica. 

 

 

 

I placed a big sized paper artwork on a wooden support on the wall opposed to the one hosting the vegetal panels of “Mental Forms”. I included in my creative dynamics the feeling of being disoriented that I got from the vision of the Norwegian landscape. I did it composing a wide natural scenario not just of descriptive nature, but also able to give birth to a subtle interference in landscape art ordinary representation. Thus, I gave shape to a landscape influenced by an interrupting force. A black hole, a lake or just a barycentre around which the whole composition rotates. Together with the viewer’s gaze, it catalyses solid and plane geometric elements towards itself. As in the series “ Mental Forms”, the geometric body is the symbol of the mental and introspective data colliding with the phenomenal Nature, where it cannot find a coherent place to take. The big landscape is left incomplete on purpose, as it embodies the track of the incompatibility of uncontaminated nature with human presence.